MUSEO DELLA POLVERE DA SPARO E DEL CONTRABBANDO

museopolveresparo.chitignanoIl museo è dedicato all’attività di produzione e commercio della polvere da sparo che ha caratterizzato il territorio di Chitignano nell’Ottocento.
È documentata sia l’attività dei polverifici maggiori autorizzati, sia quella dei numerosi “pilli” disseminati nei boschi, la cui produzione, al di fuori di ogni controllo, alimentava il mercato del contrabbando. Un itinerario esterno, detto della “Polveriera dell’Inferno”, porta, attraverso un paesaggio suggestivo, a uno dei pilli più grandi.

Nella prima sezione viene illustrato il procedimento, sia manuale sia industriale, di produzione della polvere pirica ottenuta miscelando in varie proporzioni carbone, salnitro e zolfo. La produzione industriale era basata sull’uso di botti binarie, cioè recipienti cilindrici nei quali, mediante rotazione, venivano triturati e miscelati due elementi per volta: il salnitro con il carbone e poi lo zolfo con il carbone. Le due soluzioni così ottenute venivano messe nelle botti ternarie per miscelare uniformemente i tre elementi che venivano ridotti in una massa densa. Questa, a sua volta, veniva compressa, ridotta in grani e preparata per l’essiccazione. Nel procedimento manuale i tre elementi venivano triturati, separatamente, in mortai di pietra, detti pilli (da pilla, cioè pila); venivano poi mescolati e, infine, ridotti in grani di varie dimensioni ed essiccati al sole.

 
Nella seconda sezione viene illustrata la produzione ufficiale e quella clandestina della polvere pirica. I maggiori polverifici autorizzati erano quelli dei Prati e dei Ciofi. Il primo, situato lungo il torrente Rassina fu dotato, nei primi anni del secolo XX, di macchine alimentate con corrente elettrica. Nel 1944 lo stabilimento fu distrutto dai tedeschi e non venne più ricostruito. Lo stabilimento I Ciofi iniziò la sua attività nel 1869 e fu dotato di macchinari messi in movimento dalla forza idraulica fornita dal torrente Rassina.
Anche questo opificio fu distrutto dai tedeschi nel 1944. Ripristinato dopo la guerra, rimase in attività sino al 1966. La produzione clandestina della polvere, destinata al mercato di contrabbando, faceva uso del procedimento manuale servendosi dei numerosi pilli sparsi nei boschi e lungo i corsi dei torrenti in luoghi isolati e spesso di difficile accesso.

Info: 0575/596713

www.casentino.toscana.it/cultura/home/servturistici/ecomuseo/contrabbando.asp

Leave a Reply

BREAKING NEWS

I Nostri Gadget

La bottega di Toscanainfesta.it
Accedi - BlogNews Theme by Gabfire themes