MUSEO DELLA CIVILTA´ CONTADINAMUSEUM OF CIVILIZATION ‘COUNTRY

museociviltàcontadina.marlianaIn località Casore del Monte.

Il museo è stato allestito nei locali adiacenti alla Chiesa di San Bartolomeo nel 1995, grazie all’impegno dell’Associazione Museo della Cultura Contadina. Si trova, perciò, nel cuore dell’abitato di Casore del Monte, il quale mantiene ancora l’antica conformazione di centro fortificato, documentabile fin dal XIII secolo. La chiesa nasce, con molta probabilità, come cappella all’interno del castello, il quale aveva una torre in parte riconoscibile nella tipologia del campanile. Chiesa e campanile si trovano nella parte più alta dell’abitato, dove veniva generalmente collocata la rocca, ovvero l’ultimo rifugio in caso di capitolazione delle mura cittadine.
Il museo etnologico nasce dall’esigenza di voler documentare un passato che ha reso viva e vitale l’intera area, un passato il quale scandiva i ritmi della quotidianità della popolazione, che abitava in questo paesaggio suggestivo. E’ possibile ripercorrere attraverso la significativa esemplificazione del museo, lo spaccato di un mondo agricolo, solo apparentemente lontano da noi. L’attività dominante era quella legata allo sfruttamento del terreno. E’ possibile, così, vedere un trinciaforaggi, una seminatrice, un aratro, in parte ancora funzionanti, affascinanti nella semplicità dei loro elementi strutturali, soprattutto se confrontati con gli odierni mezzi interamente meccanizzati.

Info: 0587/55245museociviltàcontadina.marliana
In locality Casore del Monte.
The Museum has been housed in premises adjacent to the Church of St. Bartholomew in 1995, thanks to the efforts of the Association of peasant culture Museum. It is, therefore, in the heart of the town of Casore del Monte, which still retains the old fortified town of conformation, evident since the 13th century. The Church was likely, as a chapel inside the Castle, which had a recognizable part of the campanile in the typology. Church and Bell Tower are in the highest part of town, where he was generally placed the rock, which is the last refuge in case of surrender of the city walls. The Ethnological Museum was born from the need to document a past that made it alive and vital in the whole area, a past which scanned the rhythms of everyday life of the population, who lived in this landscape. It is possible to go through significant exemplification of the Museum, the cross-section of an agricultural world, only apparently distant from us. The dominant activity was linked to the exploitation of the soil. It is possible, so see a chopper, a planter, a plow, partly still functioning, attractive simplicity of their structural elements, especially compared to today’s fully mechanized means.
Info: 0587/55245

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