ChitignanoChitignano

chitignanoI primi signori della terra di Chitignano furono i conti di Chiusi e di Caprese, consorti degli Ubertini. Nel 1325 quei feudatari vennero privati del castello da Guido Tarlati, vescovo di Arezzo, ma ne vennero nuovamente in possesso nel 1384, quando la repubblica fiorentina acquistò il definitivo dominio della maggior parte del territorio aretino. Posti sotto la tutela di Firenze, gli Umbertini godettero di notevoli privilegi sino alla settecentesca revoca dei diritti feudali nel granducato di Toscana.chitignanoThe first lords of Chitignano were the Counts of Chiusi and Caprese, consorts of the Ubertini. In 1325 Guido Tarlati, Bishop of Arezzo took control of the castle, but its previous owners regained possession in 1384, when the republic of Florence established control over the greater part of the Arezzo territory. Once under the protection of Florence, the Umbertini enjoyed noteworthy privileges, until the final revocation of all feudal rights within the grand-dukes domain in the 17C.

ChianniChianni

chianniCastello medievale, il suo possesso fu conteso fra il vescovo di Volterra, che traeva il suo diritto da un diploma di Enrico VI del 1186, come re dei romani, e la repubblica di Pisa alla quale era stato concesso da un diploma dello stesso Enrico divenuto imperatore e da altri successivi. Nel 1288, con l’arbitrato fiorentino, la controversia sembrò essersi risolta a favore del vescovo, che ricevette il giuramento della popolazione. Ma lo stesso anno fu occupato dalle truppe pisane fino alla seconda metà del XIV secolo, quando Carlo IV lo restituì al vescovo di Volterra. Nel 1406, con la caduta di Pisa, si sottomise a Firenze, che nel 1515 gli concesse statuti speciali, rinnovati nel 1576 da Cosimo I. Nel 1629 Ferdinando II lo concesse in feudo, con il titolo di marchesato, alla famiglia fiorentina dei Riccardi, che ne mantenne la signoria fino al 1776, anno in cui furono aboliti i feudi granducali.chianniAs a mediaeval castle, its possession was contended between the bishop of Volterra, who claimed his right to it because of a certificate dated 1186 given to him by Enrico VI, king of the Romans, and on the other side, by the Republic of Pies, who held a similar document attributed to it by the same Emperor and his successors. In 1288, with the arbitration of Florence, the dispute seemed to be resolved in favour of the bishop, who received the oath of allegiance of the population. Nonetheless, in the same year it was occupied by Pisan troops until the second half of the 14C, when Carlo IV restored it to the bishop of Volterra. In 1406, with the fall of Pisa, it was subjected to Florence, who conceded special statutes to it, with Cosimo I renewing them in 1576. In 1629 Ferdinando II conceded it as a fief to the Florentine Riccardi family, attributing to them the titles of Marquis, and these retained their lordship until 1776, the year in which grand-duke´s feudal properties were dissolved.

Chianciano TermeChianciano Terme

chiancianoLa prima menzione sicura di Chianciano risale al 1139. Tra la fine del XII secolo e gli inizi del XIII il castello era dominato dai conti Manenti di Sartiano, favorevoli a Siena. Tra il 1235 e il 1237 Orvieto riuscì a conquistarla. Nel 1347 Chianciano fece atto di sottomissione a Siena, anche se Montepulciano avanzava alcune pretese. All’inizi del Cinquecento fu inserita sotto lo stato mediceo.chiancianoThe first definite citation of Chianciano dates back to 1139. Between the end of the 12C and the beginning of the 13C it was ruled by the Manenti di Sartiano counts, who were allies of Siena. Between 1235 and 1237, despite the town´s protests, Orvieto managed to conquer it. In the early 16C Chianciano was inserted into the Medicean State.

CetonaCetona

cetonaCetona compare citata per la prima volta fra il 1207 e il 1214 come sede di un castello, signoria del conte Ildebrandino, ma già allora soggetta alla sovranità politica del comune di Orvieto. Oggetto di aspre e lunghe contese fra Siena e Orvieto, Cetona fu poi venduta a quest’ultima e integrata nel contado con una notevole autonomia giurisdizionale. Alla metà del trecento Orvieto vedeva sgretolarsi il proprio dominio per mano di alcune famiglie patrizie che gravitavano nell’orbita di Perugia e dello Stato della Chiesa, pertanto Cetona fu dominata dalla famiglia dei Monaldeschi del ramo di Cervara per poi essere conquistata da Braccio di Montone che la donò a Siena. Passò poi a Firenze e Cosimo I la concesse in feudo alla famiglia Vitelli per poi esser reintegrata al granducato.cetonaCetona appears for the first time in historical documents of 1207 and 1214 as a castle under the lordship of Count Ildebrandino, but at that time it was already subjected to the political sovereignty of the municipality of Orvieto. It was the object of bitter and lengthy disputes between Siena and Orvieto, and was eventually sold to the latter and integrated into its territory, enjoying thereafter notable jurisdictional autonomy. In the mid 14C the dominion of Orvieto crumbled into the hands of several noble families with-in the political sphere Perugia and the Church State. In fact, Cetona was ruled by the Monaldeschi family, who were a branch of the Cervara, and was subsequently conquered by Braccio di Montone, who gave the town over to Siena.

CertaldoCertaldo

CertaldoCertaldo, uno dei centri maggiori della Valdelsa, ebbe origine verso il X secolo. Fu castello feudale dei conti Alberti ed il primo documento che lo nomina esplicitamente, un diploma di Federico Barbarossa, è del 1164; in un altro documento del 1184, il conte Alberto degli Alberti, prigioniero dei fiorentini, si impegnava ad abbatterne le torri, concedendo a Firenze l’alto dominio e riservandosi solo i tributi e i beni allodiali. Ma il tracollo definitivo per i conti Alberti giunse di lì a poco con la distruzione di Semifonte (1202). In conseguenza di ciò il castello fu sede del vicariato della Valdipesa e di una parte della Valdelsa e del Valdarno. Nel 1479 fu saccheggiato dai soldati del re di Napoli e del papa Sisto IV, alleati di Siena. Nel 1784 Piero Leopoldo soppresse il vicariato, unendolo a quello di San Miniato.CertaldoCertaldo, which originates around the 10C, is one of the largest communities of the Valdelsa area. It was a feudal castle of the Alberti counts and the first document to mention it specifically is a certificate of Federico Barbarossa of 1164. In another document of 1184 Count Alberto degli Alberti, a prisoner of the Florentines, commanded the destruction of its towers, conceding to Florence the rulership and leaving himself beneficiary only of the taxes and other possessions not pertaining to his feudal rights. The final defeat of the Alberti Counts took place soon after the destruction of Semifonte (1202). After this, the castle became seat of the vicarage of Valdipesa which was also over parts of Valdelsa and Valdarno. In 1479 Certaldo was raided by soldiers of the King of Naples and of Pope Sisto IV, who were allies of Siena. In 1784, Piero Leopoldo eliminated with the vicarage, uniting it with that of San Miniato.

Cerreto GuidiCerreto Guidi

cerreto_guidiIl documento più antico che ricorda Cerreto è dell’anno 780, nel quale veniva fatto dono alla Badia di san Savino, presso Pisa, di beni posti nel territorio cerretese. Cerreto è legata, anche nel nome, ai conti Guidi – è del 1086 la più antica testimonianza del legame tra questa famiglia feudale ed il paese – ma abbastanza presto, nel 1273, il castello passò in mano fiorentina. Da quel momento in poi la storia del paese, e del territorio circostante, conosce continui passaggi di mano e rivolte. Fu proprio per mettere fine a questa endemica debolezza di un abitato che ormai per importanza e per popolazione aveva assunto notevoli dimensioni, che nell’anno dell’ultima impresa, il 1336, il Comune dispose che il borgo di Cerreto fosse “rifatto e murato”. Per due secoli la tranquillità sembrò tornare, anche se nel 1538 soggiornarono nel paese le truppe spagnole senza, però, arrecarvi danni di quale rilievo.cerreto_guidiThe most ancient document that mentions Cerreto Guidi is from the year 780, year in which a piece of land was donated to the abbey of San Savino, near Pisa. Cerreto is linked, even in its name, to the Guidi Counts – in fact, a document of 1086 witnesses to the town being linked to this ancient feudal family – however the town was passed to Florence in 1273. From that time on it suffered continual revolts and changes of power. In order to settle these internal weaknesses of the town, which had by now become of considerable size and population, in 1336 the municipality decided that Cerreto should be re-built and walled. Peace reigned for more than two centuries, although in 1538 Spanish troops overtook the town, without causing however any significant damage.

CecinaCecina

cecinaScavi archeologici ottocenteschi e recenti hanno provato che il territorio fu abitato in età etrusca e romana e secondo la tradizione alla famiglia etrusca volterrana dei Cecina si dovrebbe appunto la fondazione di una villa sul luogo dell’attuale cittadina. Nell’alto Medioevo il ‘castrum’ di Cecina fu feudo dei della Gheradesca, ma nel XII secolo ne entrò in possesso il vescovado di Pisa. Sul finire del Cinquecento i Medici cercarono di bonificare la zona e nel 1738 il marchese Ginori vi acquistò la fattoria. Ma solo con le profonde opere di risanamento compiute da Leopoldo II nel 1833 la zona cominciò rapidamente a popolarsi.cecinaArcheological findings of the 19C, and others performed in more recent times, have confirmed that the territory was inhabited in the Etrucscan and Romans eras, and according to tradition the Etruscan family of Volterra by the name of Cecina founded the villa which can still be found in the town today. In the late middle-ages the ´castrum´ of Cencina was a fief of the Gherardesca, however, in the 12C it came into the hands of the bishopric of Pisa. Toward the end of the 16C the Medici attempted to reclaim the marshland and in 1738 the marquis Ginori bought the farm. But it was only with the more accurate work carried out by Leopoldo II in 1833 that the area started to experience rapid population growth.

CavrigliaCavriglia

cavrigliaAnticamente noto col solo nome di Castiglioni, il paese fu feudo dei Bourbon del Monte Santa Maria. Tra l’XI e il XII secolo cominciò a chiamarsi Castiglione Aretino, per alcuni privilegi concessi nel 1191 alla cattedrale di Arezzo da Enrico VI, il quale, cinque anni più tardi, riservava il castello alla diretta giurisdizione dell’imperatore. Libero comune dopo la sconfitta degli aretini a Campaldino (1289), Castiglione accolse un presidio fiorentino, che venne cacciato nel 1303 dagli aretini, i quali riuscirono a riconquistare il castello con il vescovo Guido Tarlati. Il fratello Pier Saccone vi governò come vicario imperiale nel 1313, fino a quando la cittadina, nel 1336, tornò sotto il dominio di Firenze. Nel 1343, dopo la cacciata del duca d’Atene, la città fu venduta a Pier Saccone Tarlati, ma di lì a poco se ne impadronirono i guelfi perugini. Castiglione assunse il nome attuale nel 1384, quando Arezzo passò sotto il dominio della repubblica fiorentina.cavrigliaOriginally a Roman holding, from the beginning of the 11C Cavriglia was a firm Florentine possession in the hands of the Ricasoli and of their close relatives, the Firidolfi. In 1774 it was incorporated in the league of Avane and later grew to its present size since 1811. In 1860 the population voted in favor of becoming part of the Kingdom of Sardinia.

Castiglione di GarfagnanaCastiglione di Garfagnana

castiglionegarfagnanaRicordato per la prima volta nel 723, Castiglione fu originariamente feudo dei Gherardenghi. Estremo baluardo difensivo dei feudatari della Versilia e della Garfagnana contro la penetrazione lucchese nell’alta valle del Serchio , venne occupato e devastato da Lucca una prima volta nel 1169 e, successivamente, nel 1227. Partecipò quindi alla lotta contro Modena, nel 1604 e nel 1613, entrando poi a far parte, due secoli dopo, del principato di Elisa Baiocchi Bonaparte. Nel 1819 venne ceduto da Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, a Francesco IV, duca di Modena.castiglionegarfagnanaCastiglione is recorded for the first time in the year 723, originally being a fief of the Gherardenghi.. It was a drastic defence measure of the feudal vassals of the Versilia and Garfaganana areas against the penetration of Lucca on the other side of the Sechio valley. It was occupied and devastated by Lucca, firstly in 1169, and later in 1227. It took part in the struggle against Modena in 1604 and 1613, two hundred years later becoming part of the principality of Elisa Baiocchi Bonaparte. In 1819 Maria Luisa di Borbone, Duchess of Lucca, conceded Castiglione to Franceso IV, Duke of Modena.

Castiglione della PescaiaCastiglione della Pescaia

castiglionedellapescaiaCon il toponimo di ‘lacus Prilius’ veniva indicata, fin dall’antichità, la zona paludosa alle spalle di Castiglione della Pescaia, identificato talvolta con l’etrusca ‘Hasta’ e con il ‘Portus Traianus’ dei Romani. La ‘pescaia’ da cui deriva il nome, già attiva in epoca romana, fu concessa nell’814 dall’imperatore Ludovico il Pio all’abbazia di Sant’Antimo. Castiglione rimase per lungo tempo sotto la giurisdizione dell’abbazia, fino a quando, verso la fine del XII secolo, vi si affermò il dominio politico di Pisa. Il dominio pisano cessò nel 1404 con la dedizione a Firenze degli abitanti del posto. Successivamente fu occupato dalle milizie del re di Napoli per poi essere preda delle truppe turche-francesi e a seguire quelle spagnole. Nel periodo del dominio dei Lorena sulla Toscana i granduchi Pietro Leopoldo e Leopoldo II vi intrapresero numerose opere di bonifica.castiglionedellapescaiaIn ancient times the marshy area near Castliglione della Pesccaia was identified by the name of ´Lacus Prillius´, later being called ´Hata´ by the Etruscan people, and ´Portus Traianus´ by the Romans. The ´pescaia´ with which the town is identified was already in use in Roman times, the Emperor Ludovico il Pio consigning it to the abbey of Sant´Antimo in the year 814. Castiglione remianed for a long period under the jurisdiction of the abbey, until the 12C when Pisa took over its control. In 1404 the rule of Pisa came to an end when the inhabitants subjectecd themselves to Florentine rule. Subsequently, it was occupied by the militia of the king of Naples, only to become prey of the Turkish and French troops and later of the Spanish. In the period when the Lorena ruled over Tuscany, the grand-dukes Peitro Loepoldo and Leopoldo II reclaimed large areas marsh-land.

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