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TORRE DI CATILINA

Provincia: Pistoia | Comune: Pistoia
Provincia: Pistoia

torrecatilina.pistoia09Torre nobiliare di origine medievale nei pressi di Piazza del Duomo, prossima alla cerchia urbana. Si presume che si trattasse di una torre di Guardia

TORRE DI BARBAROSSA

Provincia: Pistoia | Comune: Serravalle Pistoiese
Provincia: Pistoia

La torre Longobarda, impropriamente detta del Barbarossa, non ne sappiamo il motivo, visto che non esiste attualmente nessun cenno storico riferito a questo personaggio ed i fatti storici avvenuti in questa località, è alta 42 metri, edificata in pietra calcarea bianca in conci regolari, su base quadrata.

Si pensa, ma nessuno scavo di consolidamento e ricerca del manufatto avvenuto di recente a cura della Soprintendenza delle Belle Arti ha per ora confermato o smentito questa ipotesi, essere costruita alla fine del VI secolo ad opera dei Longobardi, dopo che li stessi con il loro re Agilulfo riuscirono a sfondare il limes bizatino (593) posto proprio nella zona di Serravalle a protezione del territorio di Pistoia, Fiesole, Firenze e tutta l’alta Toscana.

Questa torre è posizionata in un importante punto strategico sul colle prospicente il passo che dalla Valdinievole porta nella pianura Pistoiese – Fiorentina. Dalla sua cima si poteva controllare sia la vallata Pistoiese – Fiorentina fino a Firenze, che tutta la pianura della Valdinievole, arrivando fino a Lucca ed al mare. Qualsiasi esercito marciasse verso di essa poteva essere individuato con giorni di anticipo e da quell’altezza potevano essere controllate anche le altre torri del circondario, per esempio quella di Fucecchio e Monsummano Alto, ed altre ancora più lontane; permettendo di poter effettuare segnalazioni luminose per rimanere in comunicazione con esse.

Nell’anno 1107 venne costruita da parte della città di Pistoia il perimetro delle mura che contornavano la torre fortificata, a sua volta ricostruita alzandola e rinforzandola, posta sul versante est del colle in direzione e in vista di Pistoia. Nacque così il castello vero e proprio di Serravalle Pistoiese, baluardo di difesa contro i nemici che provenivano dalla costa e cancello d’ingresso per tutte le persone e merci che dalla Valdinievole giungevano verso il comune Pistoriense.

Obbligatoriamente chiunque volesse entrare doveva passare dalla porta della Gabella, porta principale del castello, così denominata per il dazio che occorreva pagare per entrare nel libero comune di Pistoia. Delle antiche mura della Rocca Vecchia oggi restano poche tracce, tra cui resti della recinzione muraria ed una porta d’ingresso al castello e alla rocca stessa, tuttora ben visibili.torredelbarbarossa.serraval01

IL GIARDINO DI DANIEL SPOERRI

Provincia: Grosseto | Comune: Seggiano
Provincia: Grosseto

All’inizio degli anni ‘90 l’artista svizzero Daniel Spoerri ha cominciato ad installare un parco di sculture nella Toscana meridionale, circa 80km a sud di Siena. 1997 “Il Giardino di Daniel Spoerri” è stato aperto al pubblico, e ora può essere visitato da Pasqua fino ad ottobre. Attualmente ci sono 87 opere di 42 artisti diversi, da scoprire in un terreno di
ca. 16 ettari. Nel 1997 “Il Giardino di Daniel Spoerri” e` stato riconosciuto e ufficialmente inaugurato come Fondazione Il Giardino di Daniel Spoerri. Seggiano (Grosseto)dal ministero della cultura italiano.

Collezione d´arte.

Info: 0564/950926 – www.ilgiardinodidanielspoerri.it

VILLAGGIO

Provincia: Massa Carrara | Comune: Zeri
Provincia: Massa Carrara

In località Formentara.

La Formentara si trova nei pressi del Villaggio Aracci, sulla strada che porta al Passo dei Due Santi. Si tratta di un antico villaggio di alpeggio formato da baite in muratura coperte a piagne, popolato in primavera ed estate dagli abitanti di Noce e Patigno. L’oratorio all’interno del paese è dedicato a San Bartolomeo, festeggiato a fine agosto.VILLAGGIOFORMENTARA1.ZERI

ITINERARIO DELLA PACE E DELLA LIBERTA´

Provincia: Massa Carrara | Comune: Zeri
Provincia: Massa Carrara

ITINERARIOPACELIBERTàpasso-rastrello.ZERIIn località Passo del Rastrello.

TOMBE

Provincia: Pisa | Comune: Volterra
Provincia: Pisa

In località Marmini. Di origine etrusche.

Lo sperone che si estende al di là della porta Diana costituisce una delle località più interessanti per l’archeologia volterrana. Al di là di questa costruzione, lungo la strada che in antico conduceva verso il piano dell’Era, è stata trovata, nel corso degli anni, la più grossa necropoli della città antica. Fu interessata dagli scavi fin dai primi decenni del ‘700, quando, contemporaneamente alla nascita dell’ interesse verso le antichità, i proprietari di questi terreni, che appartenevano agli stati sociali più elevati sia economicamente che intellettualmente, iniziarono delle campagne di scavi personali che portarono, nel corso di pochi anni a disseppellire un’ingente quantità di materiale antico. Il primo ad identificare questa necropoli fu Curzio Inghirami, che indicò nella sua pianta di Volterra antica i resti di monumenti funerari. Le ricerche furono condotte in modo tumultuoso, in preda alla frenesia che era comportata dal desiderio di accrescere le proprie collezioni per i ricchi privati, e da aspirazioni economiche per chi lo considerava un fruttuoso lavoro. Molti dei materiali qui scoperti nel corso degli anni hanno cambiato più volte i proprietari, tanto che spesso è impossibile ricostruire i contesti tombali scavati fino al secolo scorso. Qui hanno indagato famosi collezionisti e studiosi come il Franceschini, monsignor Mario Guarnacci, il Pagnini, Anton Filippo Giachi, che solo raramente ci hanno lasciato degli schizzi. Parte del materiale è poi confluita nel Museo Guarnacci, ma la gran parte venne venduta disperdendosi in tutta Europa. Nel secolo scorso due serie di scavi condotti da Giusto Cinci e da Niccolò Maffei furono maggiormente documentate. Una grande quantità di oggetti rinvenuti da Giusto Cinci fu acquistata in blocco dal Granduca Leopoldo II nel 1828; questa collezione passò poi al Museo Archeologico di Firenze dove sono ancora oggi conservati. Gli ultimi scavi, condotti nel 1970-71 per l’apertura della strada di Santa Margherita hanno portato alla scoperta di una ventina di tombe in parte danneggiate. La necropoli conservava soprattutto sepolture di età ellenistica (fine IV- inizi I sec. a. C.), mentre quelle più antiche sono molto meno. Vi sono state trovate anche alcune tombe romane di età imperiale. La maggior parte delle tombe qui rinvenute furono immediatamente ricoperte, a causa della pessima conservazione delle strutture, solo due di esse sono oggi visibili e rese accessibili ai visitatori; altre tombe che possiamo osservare sono quelle rinvenute durante i lavori per la costruzione della strada, ma non è possibile accedervi. Le tombe etrusche e romane erano disposte lungo le vie di comunicazione; in questo caso la strada non corrisponde a quella antica, che passava più ad Est. Le sepolture che vediamo oggi lungo la via moderna sono quelle che in origine si trovavano ai margini della necropoli; questo fatto e la pessima conservazione ci danno un impressione di povertà che non corrisponde alla realtà, visto che alcuni dei corredi funerari qui scoperti sono fra i più ricchi della città. Gli ipogei sono costituiti da una o più camere scavate nell’ arenaria e sono di varie dimensioni: circolari, quadrate, ellittiche; generalmente sono formate da una sola camera a cui si accedeva tramite un corridoio in leggera pendenza (chiamato dromos). Gli ipogei erano spesso ricoperti da un tumulo sormontato da cippi a forma di cipolla, di pigna o di obelisco; in alcuni casi si poteva trattare di un monumento funerario che poteva essere costituito anche da una costruzione in pietra più o meno complessa. Si sono conservati numerosi esemplari di questi cippi che in epoche successive venivano molto spesso riutilizzati per altri scopi; significativa, in questo senso, la presenza, all’interno del Battistero di Volterra, di un cippo in marmo utilizzato come acquasantiera. Le ceneri dei defunti venivano racchiuse in urne di pietra o in vasi cinerari. A Volterra si diffuse, a partire dal IV sec. a.c., la tendenza ad utiIizzare vasi decorati con figure rosse di imitazione greca che erano prodotti sul posto. Questo tipo di vasi, chiamati kelebai, erano lavorati probabilmente da artigiani locali che avevano contatti con artisti greci ed erano esportati sia nel territorio controllato dalla città che in altre zone. Un buon numero di esemplari di questi vasi sono esposti al Museo Guarnacci e al Museo Archeologico di Firenze. A partire dal III sec. a.c. si diffuse anche l’utilizzo di urne cinerarie. La tipologia delle urne è molto varia, sia come materiali che come soggetti. Potevano essere prodotte in terracotta, in calcare locale o in alabastro; le urne più famose sono quelle in alabastro, ma non sempre sono quelle più raffinate, spesso anche le urne in calcare presentano una lavorazione molto accurata. L’urna era composta da due parti, un coperchio e una cassa; il coperchio poteva essere sia a doppio spiovente che decorato con la raffigurazione del defunto; la cassa presenta una serie di varianti molto vasta, che vanno da semplici immagini di demoni, alla rappresentazione delle cerimonie funebri, a scene mitologiche sia locali che provenienti dalla tradizione greca. Insieme ai vasi sepolcrali o alle urne veniva deposto sul banco e sul pavimento il corredo funerario che doveva essere utilizzato dal defunto nell’aldilà. Esso era composto per lo più da oggetti di uso quotidiano, si trattava per lo più di vasi usati per i banchetti e le libagioni, alcuni dei quali contenevano anche cibo e bevande; vi erano naturalmente i gioielli e gli altri oggetti usati più frequentemente dal defunto. In taluni casi vi erano anche gli strumenti del mestiere esercitato in vita: riproduzioni di oggetti sacri se era un sacerdote, materiale per scrivere se era un magistrato, armi se era un guerriero o un nobile.

 tombeetruscheMARMINI.volterra

PORTA DELL´ARCO

Provincia: Pisa | Comune: Volterra
Provincia: Pisa

La Porta dell’Arco (o all’Arco) di Volterra, risalente a circa il III-II secolo a.C., fa parte parte della cinta muraria in panchina della città, edificata originariamente dagli Etruschi e poi modificata successivamente nel Medioevo quando la città si erse a Libero comune.

La Porta ha risentito, rispetto a simili costruzioni in altre città, in maniera minore dei rimaneggiamenti romani dopo la sottomissione della città a Roma ed infatti essa presenta ancora oggi la grandiosa imponenza tipica delle porte cittadine etrusche.PORTADELL'ARCO

La porta è realizzata in grandi blocchi di tufo sovrapposti a secco

Come particolare saliente, sul fornce esterno, si nota la sottolineatura dei tre elementi principali dell’arco (la chiave di volta e i due piani di imposta) mediante tre teste scolpite nella pietra, forse rappresentanti Giove (Tinia per gli etruschi) e i due Dioscuri Castore e Polluce o Uni e Menerva, divinità protettrici, o forse ricollegabili all’ usanza orientale di esporre sulle mura cittadine le teste mozzate dei comandanti nemici, come tacito monito verso qualsiasi presenza ostile.

PISCINA

Provincia: Pisa | Comune: Volterra
Provincia: Pisa

volterrADi origine romana.

PALAZZO VITI

Provincia: Pisa | Comune: Volterra
Provincia: Pisa

PALAZZOVITI.VOLTERRAFu costruito nel XVI secolo e la sua facciata è attribuita all’ Ammannati. Vi è esposta una ricca collezione di quadri, arredi, alabastri (monumentali i candelabri per Massimiliano d’Asburgo, imperatore del Messico), oggetti antichi e orientali appartenu

PALAZZO DEI PRIORI

Provincia: Pisa | Comune: Volterra
Provincia: Pisa

Situato nella magnifica piazza omonima.

Iniziato per volontà di Ildebrando Pannocchieschi, conte palatino dell’Impero, nel 1208 e concluso verso la metà del XIII secolo è il più antico palazzo comunale toscano, oggi sede di parte degli uffici comunali (anagrafe, gabinetto del sindaco, sala del consiglio comunale, ecc).

La struttura è sormontata da una torre pentagonale a due ripiani merlati, costruita dopo il terremoto del 1846.

La facciata è decorata con targhe di terracotta smaltate che rappresentano stemmi di famiglie fiorentine: dal XV secolo, Volterra fu governata da Commissari fiorentini essendo entrata nell’orbita della città gigliata.Palazzo_dei_priori.VOLTERRA

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