Castiglione d´OrciaCastiglione d´Orcia

castiglione_d_orciaConosciuto fin dal 1014 con il nome di Petra, il castello di Castiglione (così denominato almeno dal 1094), fu feudo dei conti Aldobrandeschi ai quali si affiancarono i monaci di San Salvatore del monte Amiata. All’inizio del Trecento passò sotto la giurisdizione di Siena, la quale, nel corso del tempo, lo cedette ad alcuni famiglie, così che si affermarono i Piccolomini e i Salimbeni. Nel XVI secolo passò sotto il dominio di Firenze e nel 1605 fu dato in feudo da Cosimo II ai nobili bolognesi della famiglia Riario.castiglione_d_orciaFrom the year 1014 the place was known by the name of Petra, and the castle of Castiglione, ( so called at least from 1094), was a fief of the Aldobrandeschi counts, who ruled with the backing of the monks of San Salvatore of Mount Amiata. In the early 14C Castiglione came under the jurisdiction of Siena, who in time conceded it to a number of families, including the Piccolomini and the Salimbeni. In the 16C it came under the domain of Florence, and in 1605 Cosimo II bequeathed it as a fief to the noble Riario family of Bologna.

Castiglion FiorentinoCastiglion Fiorentino

Castiglion-Fiorentino1Anticamente noto col solo nome di Castiglioni, il paese fu feudo dei Bourbon del Monte Santa Maria. Tra l’XI e il XII secolo cominciò a chiamarsi Castiglione Aretino, per alcuni privilegi concessi nel 1191 alla cattedrale di Arezzo da Enrico VI, il quale, cinque anni più tardi, riservava il castello alla diretta giurisdizione dell’imperatore. Libero comune dopo la sconfitta degli aretini a Campaldino (1289), Castiglione accolse un presidio fiorentino, che venne cacciato nel 1303 dagli aretini, i quali riuscirono a riconquistare il castello con il vescovo Guido Tarlati. Il fratello Pier Saccone vi governò come vicario imperiale nel 1313, fino a quando la cittadina, nel 1336, tornò sotto il dominio di Firenze. Nel 1343, dopo la cacciata del duca d’Atene, la città fu venduta a Pier Saccone Tarlati, ma di lì a poco se ne impadronirono i guelfi perugini. Castiglione assunse il nome attuale nel 1384, quando Arezzo passò sotto il dominio della repubblica fiorentina.Castiglion-Fiorentino1Originally known just by the name of Castiglioni, this village was a feudal holding of the Bourbon of Monte Santa Maria. Between the 11C and 12C , due to some privileges that Henry VI granted to the cathedral of Arezzo in 1191, it was renamed Castiglione Aretino; Five years later the Emperor placed the castle under his direct jurisdiction. After becoming a free municipality as a result of the defeat of Arezzo in the Battle of Campaldino, Castiglione hosted a Florentine garrison. However this was eventually defeated by Arezzo in 1303, resulting in the subsequent recapture of the castle with the help of bishop Guido Tarlati. Pier Saccone, the bishop’s brother, ruled over the castle in 1313 as an imperial vassal until 1336 when the town came again under the rule of Florence. In 1343, after the Duke of Athens was defeated and expelled, the town was sold to Pier Saccone Tarlati, only to be taken shortly afterward by the Perugian Guelfi. In 1384, when Arezzo came under the rule of the Florentine Republic, Castiglione adopted its present name.

Castiglion FibocchiCastiglion Fibocchi

castiglionfibocchiCastiglion Fibocchi fu in origine feudo dei conti Guidi i quali, nel XII secolo, lo cedettero alla famiglia dei Pazzi di Valdarno, i cui membri ebbero confermato il dominio dagli imperatori Enrico VI, nel 1191, e Federico II, nel 1220 (l’etimologia del nome del comune trae origine dal nomignolo di Ottaviano dei Pazzi, detto appunto Bocco). Entrato a far parte del comune di Arezzo, Castiglion Fibocchi venne in possesso di Firenze nel 1384. Nel 1664 fu ceduto in feudo da Ferdinando II al marchese Alessandro Dal Borro, generale e ammiraglio al servizio della repubblica di Venezia, sino alla definitiva abolizione dei diritti feudali nel granducato.castiglionfibocchiCastiglion Fibocchi was originally a feudal holding of the Guidi Counts, who surrendered it to the Pazzi of Valdarno family in the 12C. This family confirmed its rule over the town by Emperors Henry XI in 1191 and Frederick II in 1220 ( the name “Fibocchi” has its roots in the nickname of Ottaviano Dei Pazzi, called “Bocco”). Having come to be part of the municipality of Arezzo, Castiglion Fibocchi came under the possession of Florence in 1384. In 1664 Ferdinand II surrendered the feudal holding to the marquise Alexander Dal Borro, a general and admiral serving the Republic of Venice until the final abolition of all feudal rights within the grand-duke´s domain.

Castelnuovo di Val di CecinaCastelnuovo di Val di Cecina

castelnuovovaldicecinaCastello medievale di cui non si conoscono con certezza le origini, sembra identificabile con il feudo di Castellina, concesso da Federico Barbarossa al conte Alberto III. Successivamente fu venduto al comune di Volterra. Nel 1447 fu conquistato, saccheggiato e devastato da Alfonso d’Aragona re di Napoli, alla partenza del quale rimase sotto il dominio di Antonio Petrucci, senese. Nel 1639 il granduca Ferdinando II lo concesse in feudo, con il titolo di marchesato, alla famiglia degli Albizzi che lo mantennero fino all’abolizione dei feudi granducali nel 1776. Fin dalla metà del secolo XVI una delle maggiori attività fu lo sfruttamento delle risorse endogene: miniere di allume, zolfatare, solfato di ferro e soffioni boraciferi, sfruttati più razionalmente a partire dal XIX secolo, ad opera soprattutto del De Larderel.castelnuovovaldicecinaAs a mediaeval castle, the origins of which cannot be known for certain, Castelnuovo was identified with the fief of Castellina, and was conceded by Federico Barbarossa to Count Alberto III. Subsequently, it was sold to the municipality of Volterra. In 1447, it was conquered, looted and devastated by Alfonso d´Aragona, King of Naples, and after his departure it remained under the dominion of Antonio Petrucci of Siena. In 1639, the Grand-duke Ferdinando II conceded it as a fief to the Albizzi family, assigning them the title of Marquis, and these maintained their power until all feudal properties of the grand-dukes were devolved in 1776. Until the middle of the 16C one of the town´s principal activities was its exploitation of its internal resources: alum mines, sulphur mines, iron sulphate and boric acid steam jets, mostly exploited as from the 19C, especially by the De Larderel plant.

Castelnuovo di GarfagnanaCastelnuovo di Garfagnana

castelnuovodigarfagnana-gonfalonecastelnuovodigarfagnana1Citato per la prima volta in un documento dell’VIII secolo, Castelnuovo fu originariamente feudo dei conti della Verrucola Gherardenga. Compreso nella vicaria lucchese di Castiglione di Garfagnana – come risulta dallo statuto lucchese del 1308 – Castelnuovo si sviluppò sotto gli Estensi, che vi affermarono il loro potere nel 1429, mantenendolo successivamente anche dopo le brevi signorie di Francesco Rovere e dei Medici. Nel 1579 le sue strutture difensive vennero potenziate con la costruzione della fortezza Monte Alfonso. Ad eccezione della parentesi napoleonica – con la creazione del dipartimento delle Alpi Apuane – e del successivo, fugace passaggio al ducato di Lucca, fino al 1814, Castelnuovo, come gli altri paesi della Garfagnana, rimase avulso dalla storia toscana sino all’unità d’Italia.castelnuovodigarfagnana-gonfalonecastelnuovodigarfagnana1Cited for the first time in a document of the 8C, Castelnuovo was originally a fief of the Conti della Verrucola Gherardenga. It was included in the domain of Casitglione di Garfaganana – as is attested to by a deed of 1308 – Castelnuovo developed under the Estensi, who confirmed their power in 1429, maintaining it even after the brief the rise to power of Francesco Rovere and the Medici. In 1579 the town´s defences were reinforced with the construction of the fortress of Monte Alfonso. Apart from a brief pause during the Napoleonic period – with the creation of the Apuan sub-division – and later, a fleeting change in loyalties to the duke of Lucca, until in 1814. Castelnuovo, along with the other towns of the Garfaganana area, continued free form the historical events of Tuscany, with the unification of Italy.

Castelnuovo BerardengaCastelnuovo Berardenga

Castelnuovo_Berardenga-StemmaCastelnuovo_Berardenga1Il territorio della Berardenga prende nome dalla dinastia di un nobile Berardo, di stirpe franca, vissuto nella seconda metà del X secolo, discendente di un Guinigi che era stato conte di Siena, dinastia che vi organizzò il proprio potere dal X al XIII secolo. Alla metà del XIII secolo il territorio fu inserito nell’amministrazione senese e nel 1336 Siena decise di costruirvi un castello, è così che nasce Castelnuovo Berardenga. Nel 1860 il paese votò a favore dell’annessione al regno d’Italia.Castelnuovo_Berardenga-StemmaCastelnuovo_Berardenga1The territory of the Bardenga area takes its name from the dynasty of the noble Berardo family, who were of French descent, and who lived in the second half of the 10 C and descended from the Guinigi dynasty, counts of Siena who exercised power during the 10-13C. In the middle of the 13C the territory was placed under the administration of Siena, who in 1336 decided to build a castle here, giving the place from that time on the name of Castelnuovo Barardenga. In 1860 the town voted in favor of the Kingdom of Italy.

Castellina MarittimaCastellina Marittima

castellinamarittima-gonfalonecastellina_marittima1Il luogo dove sorge Castellina sembra sia stato abitato in epoca etrusca, come dimostrerebbero i reperti archeologici. Castello feudale, si hanno notizie sicure però solo a partire dal 1276, quando fu venduta alla città di Pisa da Ildebrandino di Sovana. Nel 1406 si sottomise a Firenze insieme con tutto il territorio pisano. Durante il granducato mediceo, nel 1628, la comunità di Castellina fu nuovamente trasformata in feudo e concessa come marchesato a un ramo degli stessi Medici. All’inizio dell’Ottocento era già sfruttata una delle moderne risorse del territorio: le cave di alabastro.castellinamarittima-gonfalonecastellina_marittima1It is thought that the site on which Castellina is found today, was actually inhabited as early as the Etruscan period, as archaeological findings would confirm. As a feudal castle however, definite reports date back only to 1276, when it was sold to the town of Pisa by Ildebrandino di Sovana. In 1406 it subjected itself to Florence along with al the territory of Pisa. In 1628, during the grand-duke period of the Medici family, the community of Castellina was again transformed into a fief and conceded to a Marquis of the Medici branch. In the early 19C its alabaster quarries were already in use, which remain today one of its main resources.

Castellina in ChiantiCastellina in Chianti

Castellina_in_Chianti-Stemmacastellina-in-chiantiLa presenza dell’ipogeo di Montecalvario, nei pressi dell’abitato di Castellina, prova che il luogo era popolato fin dal VII secolo a.C., ma le prime notizie scritte si hanno a partire dal XII secolo, quando vi avevano signoria i conti Guidi: nel 1220 l’imperatore Federico II confermava alla potente famiglia i privilegi feudali. Il suo sviluppo come centro fortificato è legato però storicamente alla conquista fiorentina del Chianti. Alla metà del Duecento Castellina fu messa a capo di uno dei tre terzieri nei quali era suddivisa amministrativamente la Lega del Chianti istituita allora dalla repubblica fiorentina. Nel 1397 l’esercito milanese, alleato di Siena, la conquistò. La cittadella fortificata nel corso del XV secolo subì assedi e devastazioni per le ricorrenti guerre tra le città di Siena e Firenze.Castellina_in_Chianti-Stemmacastellina-in-chiantiThe presence of an underground tomb near Castellina at Montecalvario, witnesses to the fact that the place was populated as far back as the 7C BC, and at that time its lords were the Guidi counts. In 1220 the Emperor Federico II confirmed that the powerful family should hold feudal rights. The development of Castellina as a fortified town is historically linked to the Florentine conquest of the Chianti area. In the middle of the 3C Castellina was placed as head of one of the three ´terzieri´( the division of an area or town into three parts) that ´Chianti League´ was administratively divided into at that time by the Florentine Republic. In 1397 the Milanese army, allied with Siena, conquered the town. During the 15C Castellina suffered a number of sieges and was devastated in recurrent wars between Siena and Florence.

Castell´AzzaraCastell´Azzara

castell'azzara-gonfalonecastell'azzaraIl ‘castellum Lazari’ è citato nell’atto di divisione dei beni aldobrandeschi nel 1216, ma nulla sappiamo intorno alle vicende del castello nel corso dei secoli XIII e XIV. Compreso nei domini del conte Guido di Santa Fiora, venne rivendicato alla sua morte /1438) dalla repubblica senese. Successivamente Castell’Azzara assieme a Montorio e Castell’Ottieri passò sotto il diretto dominio della famiglia Baschi, che nel 1475 fece atto di sottomissione al comune di Siena. Due secoli più tardi, nel 1690, i Baschi rinnovarono gli atti di accomandigia al granduca Cosimo III dei Medici. Estinta la dinastia, gran parte dei beni posti in Castell’Azzara furono ereditati dai nobili senesi Del Ciaia.castell'azzara-gonfalonecastell'azzaraThe ´Castellum Lazari´ is mentioned in deeds pertaining to the division of Aldobrandeschi property in 1216, but nothing is known about the caslte during the 13-14C. It was included in the domain of Count Guido Santa Fiora, and after his death in 1438, it was claimed back by the Republic of Siena. Subsequently, Castell´ Azzarra, together with Montorio and Castell´ Ottieri, came under the direct rule of the Baschi family, who in 1475 submitted themselves to the municipality of Siena. Two centuries later, in 1690, the Baschi handed the power over to the Grand-Duke Cosimo III dei Medici. When this dynasty died out, most of the properties in Castell´ Azzara were inherited by the noble Del Ciaia family of Siena.

Castelfranco di Sotto

Castelfranco_di_Sotto-Gonfalonecastelfranco_di_sotto1L’origine di Castelfranco sembra non sia anteriore al secolo XIII, quando, circondato di mura e di torri, il castello venne popolato sotto la spinta di concessioni e di esenzioni fiscali ai nuovi abitanti. Nel 1262 Castelfranco fu preso dall’esercito ghibellino guidato dal conte Guido Novello, vicario del re Manfredi in toscana. Quattro anni dopo i suoi abitanti si sottomisero alla repubblica di Pisa, che li accolse sotto la sua tutela conservando loro il diritto di nominare un podestà e un notaio con la sua approvazione. Disputato dal partito guelfo e da quello ghibellino, il castello nel 1330 cambiò protettore, affidandosi a Firenze cui rimase fedele anche in seguito, venendo a costituire uno dei punti più importanti di frontiera del distretto fiorentino. La piena dell’Arno del 1333 ne aveva distrutto la cinta muraria che venne però interamente ricostruita ed è in parte visibile ancora oggi.

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