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set 7, 2009
Risale al sec. XIII, ma ha subito rifacimenti all’interno nella seconda metà del Seicento e poi ancora nell’Ottocento.
A metà circa della navata, attraverso un arco riccamente decorato in pietra serena, si accede alla cappella della Madonna del Latte , il cui culto era già praticato nella pieve vecchia: la reliquia del sacro liquido è conservata al centro di una grande struttura lignea sull’altare che nel passato stava normalmente dietro una tela raffigurante la “Madonna col Bambino e due santi” .
Contigua alla cappella della Madonna del latte si apre il locale della compagnia dove è conservata una “Incoronazione della Vergine” di un pittore seicentesco vicino all’ambiente fiorentino.
-Century. XIII, but was renovated in the late seventeenth century and again in the nineteenth century. About half of the aisle, through an ornate sandstone arch, you enter the chapel of the Madonna del Latte, whose cult was already practiced in the old church: the sacred relic of the liquid is kept at the center of a large wooden structure on ‘ altar in the past was usually behind a painting of the Madonna with Child and two saints. ” Adjacent to the chapel of Our Lady of milk opens the room where the company has kept a “Coronation of the Virgin” a seventeenth-century painter environment near Florence.
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set 7, 2009
In località Popiglio.
Unici resti del castello, che, posto in posizione strategica, costituiva un importante caposaldo pistoiese a presidio dei confini del territorio lucchese.
In places Popiglio. Only remains of the castle, which, located in a strategic position, was an important cornerstone of Pistoia in defense of the borders of the territory of Lucca.
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set 7, 2009
Inaugurato nel 1970 è considerato uno dei più belli del mondo per la sua collocazione naturale nel verde. Si estende alla periferia della città per 7 ettari ospitando oltre 600 animali.
Opened in 1970, is considered one of the most beautiful in the world for its natural place in the countryside. It extends to the outskirts of the city for 7 acres are home to over 600 animals.
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set 7, 2009
E´ il più piccolo anfiteatro del mondo. La sala risale ai primi del ´700 ed è rimasta in funzione fino al 1844 quando fu abolita la Scuola medica chirurgica che esisteva già nel 1666.
It ‘s the smallest theater in the world. The hall dates from the early 700 and remained in operation until 1844 when it was abolished Surgical Medical School which existed in 1666.
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set 7, 2009
Vi si trova un pulpito di Giovanni Pisano con famoso organo.
Fondata forse già nel secolo VIII, aveva originariamente dimensioni assai più ridotte, ma solo in lunghezza: quando nella seconda metà del XII secolo, infatti, fu portata ad assumere le forme attuali, non ne fu variata la larghezza, il che dette all’edificio quel particolare slancio verticale che ancora costituisce parte non indifferente del suo fascino. La decorazione della facciata, con paramento marmoreo bicromo tipico delle chiese romaniche pistoiesi, fu realizzato, sempre nella seconda metà del secolo XII, da Gruamonte insieme con il fratello Adeodato, cui si deve anche tutto il repertorio scultoreo e in particolare l’architrave del portale mediano: qui vediamo raffigurato il Viaggio dei re Magi, iconografia piuttosto rara in simile contesto e che forse si spiega con il fatto che la pieve si affacciava sulla via Francigena, uno dei più importanti percorsi dei pellegrinaggi medioevali. I capitelli istoriati sono opera di maestro Enrico, mentre la statuetta con l’effigie di Sant’Andrea entro la lunetta sovrastante si deve ad una mano un po’ più tarda, già esperta dei modi di Giovanni Pisano.
Alla fine del Quattrocento si intervenne completando la parte alta della facciata e coprendo a volte la navata centrale; nel 1506 Bernardino del Signoraccio fu incaricato di affrescare il catino absidale con le pareti sottostanti, decorazione della quale resta oggi solo la parte centrale con Dio Padre in mandorla sorretto da quattro angeli, primo di una serie di interventi che videro impegnate durante tutta la prima metà del secolo le principali botteghe artistiche pistoiesi: lavorarono in quegli anni in Sant’Andrea Gerino Gerini, suo fratello Giovan Battista Gerini, Giovan Battista Volponi, detto “lo Scalabrino”, forse il Sollazino e Bernardino Detti. Nel XVII secolo, su iniziativa del pievano Bartolomeo Cellesi, furono aggiunti gli altari lungo le navate e furono per essi commissionati dipinti a pittori di ottima fama, come Cristofano Allori e il genovese Girolamo Scag.
There is a pulpit by Giovanni Pisano with famous organ. Founded probably as early as the eighth century, originally had much smaller sizes, but only in length: when in the second half of the twelfth century, in fact, she was taken to take its present shape, was not changed the width, which gave the building that particular vertical momentum is still not inconsiderable part of its charm. The decoration of the facade with marble facing two-tone typical of the Romanesque churches in Pistoia, was released, again in the second half of the twelfth century, by Adeodato Gruamonte along with his brother, who also sculpted the entire repertoire, and in particular the lintel of the portal median: Here we see depicted the Journey of the Magi, iconography is rare in this context and perhaps is explained by the fact that the church faced the Via Francigena, one of the most important medieval pilgrimage paths. The capitals are decorated by Master Henry, while the statue with the likeness of St. Andrew by the lunette above is due to a hand a little ‘later, already expert in the ways of Giovanni Pisano. At the end of the fifteenth intervened completing the upper part of facade and sometimes covering the nave, the Signoracci Bernardino in 1506 was commissioned to paint the apse walls below the decoration of which remains today only the central part with God the Father in Almond supported by four angels, the first of a series of actions that they saw committed during the first half of the century the main artistic shops Pistoia: worked in those years in St. Andrew Gerino Gerini, his brother Giovan Battista Gerini, Giovan Battista Volponi, said “Scalabrino him” perhaps the Sollazino Bernardino and Such. In the seventeenth century, at the initiative of the parish priest Bartolomeo Cellesi were added along the aisles and altars were painted by artists commissioned for them an excellent reputation as Cristofano Allori Jerome Scag and the Genoese.
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set 7, 2009
Località Valdibure –
Del XII secolo – Notevole la torre campanaria che sembra preesistente alla costruzione della chiesa, per ragioni militari.
È la chiesa più importante della zona sopravvissuta fino ad oggi, e rivela tuttora chiaramente la sua funzione di cittadella fortificata, capo di un ampio plebato. Le forme architettoniche, di un romanico saldo ed essenziale ma non povero, sono particolarmente apprezzabili dal lato dell’abside e del campanile, essendo l’interno in parte rimaneggiato in epoche successive.
La chiesa conserva opere di Giovan Battista Volponi detto lo Scalabrino, cui si devono gli affreschi che decorano il semicerchio del coro con Storie di San Giovanni Evangelista , di Francesco Leoncini che dipinse nel 1640 il Battesimo di Cristo sopra il fonte battesimale, e di Pietro Marchesini autore del Cristo Crocifisso con Santa Margherita da Cortona.
Location Valdibure – the XII century – the bell tower which seems remarkable that existed prior to construction of the church, for military reasons. It is the most important church in the area survived until today, and still clearly reveals its function as a fortified citadel, the head of a large mob. The architectural form of a Roman balance and essential but not poor, are particularly noticeable on the side of the apse and the bell tower, the interior being partially rebuilt in later periods. The church contains works by Giovanni Battista Volponi said the Scalabrini, which was responsible for the frescoes decorating the semicircle of the choir with stories of San Giovanni Evangelista, Francesco Leoncini, which he painted in 1640 Baptism of Christ over the baptismal font, and Peter Marchesini author of the Crucified Christ with Saint Margaret of Cortona.
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set 7, 2009
Edificio del XVII secolo.
E’ sede di una collezione permanente che documenta le esperieze artistiche del primo dopoguerra. Info: 0573/371839
Building of the seventeenth century. And ‘home to a permanent collection that documents the artistic esperieze the First World War. Info: 0573/371839
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set 7, 2009
Con fregi robbiani del 1525 in poi. Sulla facciata sono visibili delle formelle invetriate di Benedetto Buglioni.
Secondo la leggenda, il nome deriva da un ceppo miracolosamente fiorito durante l’inverno, che secondo le indicazioni date da un’apparizione della Madonna, avrebbe mostrato il luogo in cui fondare l’ospedale ai pii coniugi Antimo e Bendinella. In alternativa si è pensato ad una derivazione del nome dal “ceppo” di castagno cavo utilizzato per la raccolta delle offerte. Fu fondato secondo la tradizione nel 1277 dalla “compagnia di Santa Maria” o “del Ceppo dei poveri”, come risulta da documenti datati a partire dal 1286 .
Già nel 1345 erano iniziati i lavori per l’edificazione di nuovi chiostro, oratorio e domus, o corsia per le donne. Divenne il primo ospedale cittadino grazie alle donazioni ricevute a seguito della peste nera del 1348.
La sorveglianza sull’ospedale era stata inizialmente affidata al capitolo della cattedrale, ma dal 1350 il comune aveva cominciato a tentare di laicizzare la “compagnia del Ceppo”, ponendola alle proprie dipendenze e disponendo che ne fossero a capo gli “uffiziali” comunali. In seguito al passaggio di Pistoia sotto il dominio di Firenze, nel 1401, con un decreto del 1424, rinnovato nel 1439, la signoria fiorentina dispose che lo spedalingo, l’amministratore dell’ospedale, fosse considerato persona secolare e l’Opedale luogo secolare e profano.
Gli amministratori dell’ospedale, liberi da ogni controllo locale, dettero inizio fra il 1451 e il 1456 a una razionalizzazione e riorganizzazione dei vari corpi di fabbrica affidata all’architetto fiorentino Michelozzo di Bartolomeo, che conferì al complesso la prima struttura monumentale. L’elezione dello “spedalingo” fu spesso oggetto di contese tra le nobili famiglie pistoiesi. In particolare vi furono disordini nel 1498, per i violenti contrasti tra i Panciatichi, fautori della signoria medicea e i Cancellieri.
Nel 1494 la “compagnia del Ceppo” era stata estromessa dall’Ospedale e tale esclusione venne confermata nel 1500, affidando l’ospedale ai priori del comune di Pistoia. La compagnia cambiò nome nel 1533 e divenne la “compagnia della Crocetta di San Luca”, dalla chiesa presso la quale si riuniva.
Nel 1501 l’ospedale del Ceppo venne sottomesso allo “Spedale di Santa Maria Nuova” di Firenze (e allo stesso modo, l’ospedale di San Gregorio divenne dipendente dall’Ospedale degli Innocenti di Firenze nel 1505). Lo “spedalingo” fiorentino, Leonardo Buonafede, fece realizzare il celebre fregio, che dava un carattere di monumentalità alla facciata.
Nel 1784 il granduca Pietro Leopoldo di Lorena aggregò i due ospedali del Ceppo e di San Gregorio nel nuovo ente degli “Spedali Riuniti di Pistoia”, restituendo ai pistoiesi l’ufficio di “spedalingo.
Robbiani with friezes of 1525 onwards. Are visible on the facade of glazed tiles of Benedict Buglioni. According to legend, the name is derived from a strain miraculously flourished during the winter, following the directions given by an apparition of the Virgin, would show the place in which to build the hospital and the pious spouses Antimo Bendinelli. Or you thought about a derivation of the name from “log” chestnut cable used for the collection of offerings. According to tradition was founded in 1277 by the Society of St. Mary “or” strain of the poor “, as shown in documents dated from 1286. Already in 1345 had started work on the construction of new cloister, chapel and domus, or courses for women. He became the first city hospital, thanks to donations after the Black Death of 1348.
The monitoring on the hospital was initially entrusted to the cathedral chapter, but since 1350 the municipality had begun to secularize groped for the “company of strain, putting it to their dependencies and providing that they were headed the” officers “municipal. Following the passage of Pistoia under the rule of Florence, in 1401, a decree in 1424, renovated in 1439, the lordship of Florence ordered that the spedalingo, the administrator of the hospital, was treated as a secular and secular place Opedal and profane. The directors of the hospital, free from local control, gave start between 1451 and 1456 to a rationalization and reorganization of the various buildings entrusted to the Florentine architect Bartolomeo Michelozzo, which gave the complex the first monumental structure. The election of the “spedalingo” was often the subject of contention between the noble family of Pistoia. In particular, there were riots in 1498, the violent conflicts between Panciatichi, supporters of the Medici rule and Clerks.
In 1494 the “company of the Block” had been ousted from the hospital and that exclusion was confirmed in 1500, giving the hospital prior to the town of Pistoia. The company changed its name in 1533 and became the “company of the cross of St. Luke,” with which the church met. In 1501 the hospital of the strain was subjected to the “Hospital of Santa Maria Nuova in Florence (and similarly, the hospital of St. Gregory became addicted to the Hospital of the Innocents in Florence in 1505). The “spedalingo” Florentine, Leonardo Buonafede, did produce the famous frieze, which gave a monumental character of the facade. In 1784 the Grand Duke Peter Leopold of Lorraine combines the two hospitals of Stump and San Gregorio in the new institution of “Spedali Riuniti of Pistoia, Pistoia returning to the office of” spedalingo.
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set 7, 2009
In località Orsigna.
Costruito nel 1820 rimase attivo fino al 1947. Restaurato nel 2000 dalla nostra Cooperativa è inserito nell’itinerario della Vita Quotidiana dell’Eco Museo della Montagna Pistoiese.
E’ stato quindi riattivato l’intero processo di lavorazione delle castagne che, iniziando con la raccolta, prosegue con l’essiccazione nei canicci e finisce con la macinatura mediante il molino ad acqua dotato di due macine orizzontali.
Viene mostrata tutta la trafila del castagno: la raccolta, l’essicazione e la macinatura. Info: 0573/939207
In places Orsigna. Built in 1820 remained active until 1947. Restored in 2000 by our cooperative is included in the itinerary of Everyday Life Eco Museum of Pistoia mountains. It ‘was then reactivated the entire process of chestnuts, beginning with the collection, continues with the drying in Canicce and ends with the grinding mill by the water with two horizontal grinders. It shows the whole rigmarole of chestnut harvesting, drying and grinding. Info: 0573/939207
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set 7, 2009
Loc. Le Piastre –
Antica produzione del ghiaccio, oggi inserite nel percorso dell´Ecomuseo della Montagna – Rappresentavano fra la metà dell´Ottocento e l´inizio del Novecento la principale occupazione della zona.
Loc The Plates – Former ice maker, today entered into the path of the Eco Mountain – were among the mid-nineteenth and early twentieth century the main occupation of the area.