MINIERA DI RAMECOPPER MINE

minierarame.montecatinivaldicecinaE´ la più antica d´Europa. Oggi non è più in funzione.

Ubicata nelle immediate vicinanze dell’abitato di Montecatini Val di Cecina. Di origine etrusca è stata attiva, con alterne fortune fino al 1907. Nel XIX secolo è stata la miniera di rame più grande d’Europa, dando vita alla Società Montecatini spa, poi diventata, dopo la fusione con Edison, il colosso chimico-minerario Montedison. Oggi le strutture interne ed esterne della miniera sono interessate da un’opera di restauro e fanno parte del complesso del Museo delle Miniere.minierarame.montecatinivaldicecinaIt ‘s the oldest in Europe. This is no longer in operation. Located in the immediate vicinity of the town of Montecatini Val di Cecina. Of Etruscan origin was active, with varying fortunes until 1907. In the nineteenth century was the largest copper mine in Europe, giving rise to the Company Montecatini spa, then became, after merging with Edison, the giant Montedison chemical and mining. Today, indoor and outdoor facilities of the mine are affected by a work of restoration and are part of the complex of the Museum of Mines.

CHIESA DI SAN BIAGIOCHURCH OF SAN BIAGIO

chiesasanbiagio.montecatinivc07Eretta nel 1356 da Ugolino Guducci e Ciullo Barletti. Vi sono riposte delle terrcotte di Della Robbia.

Costruita alla metà del sec. XIV, ha la fiancata, dove si aprono due eleganti finestre e il portale del sec. XVI, a bozze; la canonica risale al XVI sec., e la sua costruzione privò la chiesa della facciata originaria.

L’interno è a tre navate con tetto a capriate, e colonne monolitiche sormontate da capitelli con il motivo delle foglie acquatiche. Alle pareti del coro sono da segnalare San Biagio, San Sebastiano e un Cenacolo, attribuito a Cristoforo Roncalli; e una tavola di Neri di Bicci con San Sebastiano e i santi Biagio e Antonio abate(1478 ca.). Ai lati del coro, due angeli cerifori in marmo, detti popolarmente “i cechini”.

La Madonna di Caporciano è una statua in pietra dipinta, trovata all’inizio del Seicento in miniera. Una tavoletta in legno con il monogramma IHS si ritiene sia stata donata alla chiesa da San Bernardino.chiesasanbiagio.montecatinivc07Built in 1356 by Ugolino Guducci Ciullo and Barletta. There are answers terrcotte of Della Robbia. Built in the mid-century. XIV, the side where there are two elegant windows and the portal of the century. XVI, drafts, and the rectory dating back to the sixteenth century., And its construction deprived the church of the original facade. The interior has three naves with roof trusses, and monolithic columns surmounted by capitals of the leaves on the ground water. On the walls of the choir are to be reported San Biagio, San Sebastian and a Last Supper, attributed to Cristoforo Roncalli, and a panel of glass with Blacks of San Biagio and Saints Sebastian and Anthony Abbot (1478 ca.). On either side of the choir, cerifori two angels in marble, popularly known as “the Cechini. Our Lady of Caporciano is a statue in painted stone, found at the beginning of the seventeenth century in the mine. A wooden tablet with the monogram IHS is believed to have been donated to the church of San Bernardino.

CASTELLO DI QUERCETOCASTLE OF QUERCETO

castellodiquerceto.montecatinivaldicecinaLe più antiche fonti documentali risalgono alla fine del XIV secolo con la cessione dei diritti sul borgo all’abate di San Pietro in Palazzuolo di Monteverdi, da parte del Vescovo di Massa Marittima. Nel 1208 il Castello di Querceto, insieme ad altri borghi della Valdicecina, viene ceduto al Comune di Volterra. La sua importanza era sia militare, riuscendo a fornire alla Città di Volterra fino a 600 armati, che economica. Nel sottosuolo di Querceto erano infatti presenti metalli come rame, argento e mercurio, nonché le “moie”, delle sorgenti di acqua salata. Per queste sue caratteristiche è stato, nel medioevo, teatro di numerosi eventi bellici, i più rilevanti dei quali sono i saccheggi subiti nel 1430 dalle truppe del duca di Milano, nel 1447 da parte di quelle di Alfonso d’Aragona. Nel 1543 si insedia a Querceto la famiglia Lisci, che ne resterà proprietaria fino alla sua estinzione nel 1814, anno dell’acquisto, per via ereditaria da parte di Carlo Leopoldo Ginori. Oggi, castello e terreni, sono ancora di proprietà della famiglia Ginori-Lisci.

Il Castello è posto al centro del borgo, ed è stato oggetto, nel corso dei secoli, di numerose modifiche. L’aspetto attuale deriva dalle ristrutturazioni del 1907, che ha tentato, come dice una lapide, di riportarlo alle condizioni originarie. Oggi è sede di un’azienda vinicola.castellodiquerceto.montecatinivaldicecinaThe earliest documentary sources dating from the late fourteenth century with the transfer of rights to the abbot of the village of San Pietro in Palazzuolo Monteverdi, by the Bishop of Massa Marittima. In 1208 Castle Querceto, along with other villages in the Valdicecina, is sold to the town of Volterra. Its importance was both a military able to provide the City of Volterra up to 600 tanks, and economic. Into the ground were in fact present Querceto metals such as copper, silver and mercury, as well as “Moie”, sources of salt water. Because of these properties has been in the Middle Ages, the scene of many wars, the most important of which have suffered looting in 1430 by troops of the Duke of Milan, in 1447 by those of Alfonso d’Aragona. In 1543 the family settled in Querceto Smooth, which will remain the owner until its extinction in 1814, the year of purchase, by inheritance by Carlo Ginori Leopold. Today, the castle and land are still owned by the Ginori family-Smooth. The castle is at the center of the village, and has, over the centuries, numerous changes. The current appearance comes from the 1907 restructuring, which has tried, as a plaque says, bring it back to its original condition. Today it is home to a winery.

BORGOVILLAGE

borgomiemo.montecatinivaldicecinaIn località Miemo.

Miemo è situato nel comune di Montecatini Val di Cecina (PI), su un versante del poggio di Mela. Il borgo è di origine Medioevale, con la Chiesa intitolata a S.Andrea, la fattoria, la bella villa residenziale ed alcune abitazioni. E’ situato in un punto di importanza strategica sullo spartiacque tra la val di Cecina e la val d’Era. Oggi è ridotto a pochissimi abitanti e l’attività principale è dedicata agli allevamenti di selvaggina come cinghiali, mufloni, caprioli e cervi.
I il Repetti riporta che Miemo (Castrum Miemi) ebbe titolo di castello ed ebbe i suoi nobili, “fra i quali la storia ci rammenta un Gualando del fu Saracino, per opera di cui nel 16 novembre dell’anno 1108 fu alienato a Ruggeri vescovo di Volterra la metà del castello e corte di Miemo” Il borgo viene citato per la prima volta nel 1186 allorche il vescovo Ildebrandino Pannocchieschi di Volterra ottiene il castello in privilegio da Arrigo VI.
Nel 1225 Pagano vescovo di Volterra rinunziò in favore del Comune al diritto che aveva ereditato dai suoi antecessori; cioè di esigere la metà di alcuni dazi dagli abitanti di Miemo, di Bruciano, di Gabbreto, Montecatini, ecc. La comunità di Miemo, alla fine del secolo XIII, dipendeva totalmente dal governo di Volterra, come si rileva dai libri dell’estimo del territorio volterrano. Ma la dipendenza da volterra non lasciò Miemo fuori dalle dispute come ci fa intuire una convenzione stabilita il 21 maggio del 1316 fra il Comune di Volterra e quello di Pisa, in conseguenza della battaglia di Montecatini, dopo la quale i Volterrani si obbligarono a demolire le fortificazioni del castello di Miemo e di Gabbreto.
Il borgo, nei secoli successivi, subì sicuramente periodi d’abbandono, almeno fino al al settecento allorchè la chiesa e canonica dirute e abbandonate furono riedificate per ordine del Granduca Leopoldo I. Oggi Miemo è un pugno di case in una zona immersa nei boschi, sulla strada provinciale 14.borgomiemo.montecatinivaldicecinaIn places Miemo. Miemo is located in the town of Montecatini Val di Cecina (PI) on one side of the hill of Apple. The village is of medieval origin, with the Church dedicated to St. Andrew, the farm, the beautiful villa and some residential houses. And ‘situated in a strategically important point on the watershed between the Val di Cecina and Val d’Era. Today is reduced to very few inhabitants and the main activity is devoted to the breeding game, such as wild boar, mouflon, roe deer and red deer. The reports that the Repetti Miemo (Castrum Miemo) had the title of the castle and had his nobles, “including the story reminds us of a Gualano was Saracino, for work in November 16 in the year 1108 was transferred to another bishop Ruggeri Volterra half of the castle and court of Miemo “The village is mentioned for the first time in 1186 WHEN the Bishop of Volterra Ildebrandino Pannocchieschi get the castle into a privilege by Henry VI. In 1225 the Bishop of Volterra Pagano renounced in favor of the City the right that he inherited from his predecessors, that is to require half of the inhabitants of certain duties Miemo, burning of Gabbreto, Montecatini, etc.. The community of Miemo at the end of the thirteenth century, depended entirely on the government of Volterra, as illustrated by the books of the territory of Volterra estimator. But the dependence on volterra Miemo not let us out of disputes as to guess a convention established 21 May 1316 between the City of Volterra and Pisa, as a result of the battle of Montecatini, after which the Volterra is forced to demolish the fortifications of the castle and Miemo Gabbreto. The village, in later centuries, certainly suffered periods of neglect, at least until the eighteenth century when the church and rectory were rebuilt ruined and abandoned by order of Grand Duke Leopold I. Today Miemo is a handful of homes in an area surrounded by woods, on the road 14.

TEATRO DEI RASSICURATITHEATRE OF RASSICURATI

teatro-del-rassicurati-di-montecarloInserito nel centro storico, con una facciata che non si distingue dagli altri edifici, all’interno rivela tutta la sua illustre tradizione di luogo teatrale storico con la sua pianta ovoidale e i 28 palchi distribuiti su due ordini, le decorazioni policrome a motivi geometrici o a motivi floreali, cammei e drappeggi di gusto eclettico.

La sua fondazione risale al 1795 quando l’Accademia dei Rassicurati incaricò della progettazione e della realizzazione l’ingegnere fiorentino Antonio Capretti.

Dopo un secolo di attività, prevalentemente lirica, il teatro venne ampiamente restaurato nel 1894 (aggiunta delle quattro barcacce e ampliamento del palcoscenico).

Ceduto dall’Accademia nel primo dopoguerra, il teatro subì un progressivo processo di decadimento tanto che nel 1966 rischiò di essere demolito e fu salvato da un provvidenziale intervento di uno studioso locale, il professor Mario Tori, e di Italia Nostra. Grazie all’intervento dell’Amministrazione Comunale, dopo alcuni lavori di restauro e consolidamento, nel 1973 ha ripreso la sua secolare e prestigiosa attività con l’opera buffa Il Ciarlatano di Domenico Puccini, diretta dal maestro Herbert Handt e con scenografie del pittore lucchese Marco Pasega.

Da questo momento ha preso il via una nuova stagione ricca di allestimenti tratti sia dalla tradizione più celebre del melodramma italiano (Rossini, Donizetti, Paisiello, Monteverdi, Puccini, Cimarosa) che di nuove sperimentazioni qui allestite in prima assoluta.

Dopo una nuova chiusura dovuta a lavori di adeguamento alle nuove normative di sicurezza, nel 1994 ha ripreso l’attività sotto la gestione, per un lungo periodo, del Teatro delle Donne, caratterizzandosi con varie iniziative e un brillante cartellone. Da segnalare inoltre la presenza della scuola di teatro a cura dell’ Associazione Ottavo Laboratorio di Lucca, una rassegna di teatro amatoriale organizzata dalla Fita e una stagione concertistica dedicata ai compositori toscani redatta dai Virtuosi dell’Accademia.teatro-del-rassicurati-di-montecarloInserted in the center, with a facade that is distinguished from other buildings, reveals all in her illustrious tradition of theatrical history with his place ovoid plant and 28 stages spread over two orders, decorations, polychrome geometric patterns or motifs floral cameos and drapes eclectic taste. Its foundation dates back to 1795 when the Academy of Rassicurati commissioned the design and construction engineer Florentine Antonio Capretti. After a century of activity, mainly opera, the theater was extensively renovated in 1894 (adding four barcacce and enlargement of the stage). Transferred from the Academy after the war, the theater underwent a gradual process of decay so that it risked being demolished in 1966 and was saved by a providential intervention of a local scholar, Professor Mario Tori, and Italy Nostra. Thanks to the City, after some restoration and consolidation in 1973 has resumed its ancient and prestigious activity with the comic opera The Charlatan Domenico Puccini, conducted by Herbert Handt and scenes of the artist Marco Lucca Pasega. From now kicked off a new season full of stands taken by both the tradition of the most famous Italian opera (Rossini, Donizetti, Paisiello, Monteverdi, Puccini, Cimarosa) that new experimental set up here the very first time. After closing due to a new work of adaptation to new safety regulations, has taken over the business in 1994 under the management over a long period, the Theatre of Women, noted the various initiatives and with a brilliant program. Also of note the presence of the theater school by ‘s Association Eighth Workshop of Lucca, an amateur theater festival organized by the concert season Fita and composers dedicated to Tuscan Virtuosi prepared by the Academy.

MURA E PORTEWALLS AND DOORS

montecarlo_aereaLa cinta muraria, nel suo complesso, risale all´epoca della fondazione del paese nel 1333.montecarlo_aereaThe walls, as a whole, goes back to the founding of the country in 1333.

CASTELLOCASTLE

castellovivinaia.montecarloGià detto di Vivinaia.

Prese il nome dal figlio dell´imperatore Carlo IV, Giovanni di Boemia.castellovivinaia.montecarloAlready Vivinaia said. Was named after the son of Emperor Charles IV, John of Bohemia.

TORRE DEL PALAZZO PRETORIOTOWER OF THE PALACE PRETORIO

torrepalazzopretorio.montesansavinoDel XIV secolo.
Questo complesso architettonico, che probabilmente arrivava ad affacciarsi fin sull’attuale piazza di Monte, sembra risalire alla prima metà del ‘300: la tradizione lo vuole costruito al tempo della dominazione di Perugia che sulla torre dell’edificio avrebbe apposto il grifone del proprio stemma comunale. Caratteristica l’attuale facciata del palazzo, arricchita dagli stemmi, alcuni molto consunti, dei podestà a vicari e luogotenenti che nel corso dei secoli amministrarono la giustizia per Monte San Savino e per le vicine comunità. In uno degli ambienti interni del palazzo, oggi sede del Centro Universitario Internazionale, è un pregevole affresco raffigurante una Pietà, eseguito nel 1538 da Stefano Veltroni pittore savinese allievo del Vasari.Dalla maestosa torre (40 m), visitabile, si gode un amplissimo e suggestivo panorama sulla città e la Valdichiana. Dotata di una porta in legno con chiodatura, che sostituisce l’antica finestra delle carceri pubbliche (il palazzo pretorio era sede degli uffici del podestà o del vicario che amministravano la giustizia), presenta ancor oggi, numerose aperture. Nella parte della torre, su tre lati, sono posti i tre quadranti dell’orologio, che ha scandito per molti anni il tempo della comunità savinese. La cura di esso era affidata anticamente a un “temperatore dell’oriuolo”. Il coronamento della torre è costituito dalla merlatura e da un campanile a vela, che sostiene una campana (più volte rifusa nei tempi, per ultimo nel 1954) riccamente lavorata con rilievi ed iscrizioni e collegata con il meccanismo dell’orologio. torrepalazzopretorio.montesansavinoThe fourteenth century. This architectural complex, which probably came to appear from the current Monte Square, believed to date back to the first half of ‘300, the tradition it was built at the time of domination of Perugia on the tower building that would bear the emblem of his griffin Municipal. Characteristic of the current facade of the building, combined with the coats of arms, some very worn, the mayor of vicars and lieutenants that over the centuries administer justice for Monte San Savino, and the nearby community. In one of the interior of the building, now the International University Centre, is a valuable fresco depicting a Pietà, painted in 1538 by Stefano Veltroni Savinese pupil of the painter Vasari.Dalla majestic tower (40 m), open, enjoys a vast and beautiful view over the city and the Chiana Valley. Equipped with a port in wooden studs, replacing the old window of the public prisons (the praetorian palace was home to the offices of the mayor or the vicar who administered justice), still has numerous openings. In the tower on three sides, are placed the three clock faces, which for years has marked the time of Savinese community. The treatment of it was originally entrusted to a “tempered of the clock.” The tower is the battlements and a bell tower, which holds a bell (recast several times in the times, most recently in 1954) richly carved with reliefs and inscriptions, and connected to the clock mechanism.

SANTUARIO DI SANTA MARIA DELLE VERTICHESANCTUARY OF SANTA MARIA DELLE VERTICHE

santuarioMonte_san_savino_vertighe.montesansavinoOriginariamente la chiesa era annessa a un priorato camaldolese ricordato nel 1073.

Alla metà del XV secolo venne ricostruita inglobando la cappella medievale la cui abside, traslata secondo la leggenda dal contado di Asciano intorno al 1100 e conservata presso l’attuale altare maggiore, reca l’affresco della Madonna in mandorla, oggetto di devozione popolare.

In breve tempo il santuario divenne meta di continui pellegrinaggi: all’inizio del Cinquecento fu costruito il portico lungo la chiesa, per proteggere i pellegrini dalle intemperie, e venne rifatto l’interno.

L’interno è a pianta basilicale a tre navate divise da due file di colonne con capitelli ionici su cui si impostano archi a tutto sesto.

La copertura della navata centrale è con capriate.santuarioMonte_san_savino_vertighe.montesansavinoOriginally the church was attached to a priory camaldolese recalled in 1073. In the mid-fifteenth century it was rebuilt incorporating the medieval chapel whose apse, according to legend, translated from the countryside of Asciano around 1100 and kept at the current high altar, bears a fresco of the Madonna in almond, the object of popular devotion. Soon, the shrine became the destination of constant pilgrimages: the early sixteenth century the porch was built along the church, to protect pilgrims from the weather, and the interior was redone. The interior has a basilica plan with three naves divided by two rows of columns with Ionic capitals on which you set arches. The roof of the nave, and Capri.

PALAZZO DEL MONTEPALACE DEL MONTE

palazzomonte.montesansavinoDel XVI secolo.palazzomonte.montesansavinoThe sixteenth century.

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